Infrazioni in bicicletta

Scritto da: Andrea Mandolesi
6 Luglio 2009

 

Ecco la norma contenuta nel nuovo pacchetto sicurezza che farà certamente discutere.

 

Art. 219-bis. (Ritiro, sospensione o revoca del certificato di idoneità alla guida).

 

1) Nell’ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, è disposta la sanzione amministrativa accessoria del ritiro, della sospensione o della revoca della patente di guida e la violazione da cui discende è commessa da un conducente munito di certificato di idoneità alla guida di cui all’articolo 116, commi 1-bis e 1-ter, le sanzioni amministrative accessorie si applicano al certificato di idoneità alla guida secondo le procedure degli articoli 216, 218 e 219. In caso di circolazione durante il periodo di applicazione delle sanzioni accessorie si applicano le sanzioni amministrative di cui agli stessi articoli. Si applicano, altresì, le disposizioni dell’articolo 126-bis. 

 

2) Se il conducente è persona munita di patente di guida, nell’ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, sono stabilite le sanzioni amministrative accessorie del ritiro, della sospensione o della revoca della patente di guida, le stesse sanzioni amministrative accessorie si applicano anche quando le violazioni sono commesse alla guida di un veicolo per il quale non è richiesta la patente di guida. In tali casi si applicano, altresì, le disposizioni dell’articolo 126-bis. 

 

3) Quando il conducente è minorenne si applicano le disposizioni dell’articolo 128, commi 1-ter e 2».

 

Si, avete capito bene. Il governo ha inserito nel pacchetto sicurezza appena varato anche una norma che prevede, in caso di infrazioni al codice della strada a bordo di una “pericolosissima” bicicletta, la perdita di punti dalla patente di guida dello sventurato ciclista.

 

Si badi bene, però. Il predetto principio varrà, solo ed eslcusivamente, nel caso in cui il malcapapitato sia abilitato alla guida. Condizione essenziale per essere sottoposti alla decurtazione dei punti è, pertanto, che il ciclista abbia la patente di guida. In caso contrario, invece, non vi sarà nessuna decurtazione di punti dalla patente ma esclusivamente una sanzione pecuniaria.

 

Questa la bizzarra norma recentemente varata dal governo.

  

Ad avviso di chi scrive, questo è uno di quei tipici casi in cui occorre sperare che, coloro che saranno chiamati a far rispettare le norme (agenti e forze dell’ordine), abbiano maggior buon senso di chi, inavvertitamente, ha partorito una legge a dir poco ingiusta.

 

In caso contrario, prepariamoci pure ad un’altra valanga di ricorsi.

 

Ricorsi che sarebbero pienamente giustificati non solo da mero buon senso, ma dalla stessa nostra Costituzione.

 

E’ lapalissiana, infatti, non solo per gli addetti ai lavori, la disparità di trattamento che si andrebbe a creare tra coloro che hanno una abilitazione alla guida (e come tale sanzionabili) e coloro invece che ne sono sprovvisti (quindi non sanzionabili).

 

E’ evidente, anche al più distratto lettore, come la norma appena introdotta offra il fianco a pesantissime critiche.

 

Per questo e non solo, ci si augura che vengano apportate le dovute correzioni.